lunedì 25 marzo 2013

Epatite B


La malattia

Il virus dell'epatite B (HBV) è trasmesso da una persona all'altra col sangue e con i fluidi corporei, in genere attraverso i contatti sessuali o l'uso di iniezioni di droghe. Tuttavia circa il 30% delle persone che si sono infettate, non ha fattori di rischio noti. Il virus può essere trasmesso ai neonati dalle madri infette. L'infezione colpisce in particolare il fegato.

Sifilide


Cos'è la Sifilide?
La Sifilide è causata dal batterio Treponema pallidum . È una malattia complessa che causa vari sintomi nelle diverse fasi dell'infezione. Se non viene curata, la Sifilide può avere complicazioni molto serie.

Come fa qualcuno a prendere la Sifilide?
La Sifilide è trasmessa attraverso contatto sessuale (sesso vaginale, anale o orale) con una persona infetta. In particolare il batterio della Sifilide viene trasmesso attraverso contatto diretto con le ferite della Sifilide, che principalmente accadono nella zona genitale sia degli uomini sia delle donne. Poiché le ferite sono spesso indolori, le persone non sanno di essere infette.

Quali sono i fattori di rischio della Sifilide?
I fattori di rischio primari della Sifilide includono:
Intraprendere sesso rischioso
Fare sesso con più di un partner
Essere in una relazione sessuale con qualcuno che ha molteplici partner di sesso.

mercoledì 13 marzo 2013

Infezioni da Mononucleosi


Eziologia: Infezione da Mononucleosi (IM) è un’ infezione virale molto comune. La causa principale di IM (80% dei casi) è il virus di Epstein-Barr (EBV) o Human Herpes Virus 4. EBV fa parte della famiglia degli Herpes Virus. Il termine "mononucleosi" si riferisce all’aumento di un particolare tipo di globuli bianchi (linfociti) nel sangue rispetto agli altri componenti del sangue legato all’infezione da EBV.

Infezioni mortali e uso di antibiotici


Quella degli antibiotici è una questione sempre aperta.
E, sebbene da quando sono stati scoperti abbiano permesso di salvare milioni di vite, c’è il rovescio della medaglia. La storia infatti ci racconta come l’uso sempre più intensivo che si è avuto nel tempo abbia portato a tutta una serie di problemi: uno su tutti, la resistenza dei batteri a questi farmaci. Per “resistenza”, s’intende che l’antibiotico preposto a uccidere il determinato batterio non è più efficace, per cui l’agente patogeno non viene eliminato e l’infezione resta e si aggrava.

Il vaccino serve! Infezioni da pneumococco

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le infezioni da pneumococco rappresentano, ancora oggi, la prima causa nel mondo di morte per malattie prevenibili tramite vaccino nei bambini di età inferiore a 5 anni. Un grosso passo in avanti nella prevenzione è stato fatto grazie alla recente introduzione anche in Italia del vaccino antipneumococcico 13-valente, contenente i sierotipi di pneumococco più frequentemente responsabili di malattia. Questo vaccino ha infatti ridotto l’isolamento nel nasofaringe (naso e gola) dei bambini sani di alcuni dei sierotipi in esso contenuti. Lo hanno rivelato a Milano gli esperti intervenuti al II Congresso «La pediatria nella pratica clinica». Durante la manifestazione sono stati presentati i risultati preliminari di uno studio condotto su circa 1200 bambini, tra i 3 mesi e i 5 anni, con lo scopo di valutare gli effetti della nuova compagna vaccinale con il vaccino 13-valente, che ha sostituito da qualche anno il vaccino 7-valente.