Anche i virus possono provocare infezioni a livello vaginale: è il caso dell'Herpes simplex (HVS-1 e HVS-2), lo stesso patogeno responsabile del comune Herpes labiale. L'herpes simplex genitale - o più semplicemente Herpes genitale - è responsabile di lesioni papulose sulle delicate zone intime, fastidiose, dolorose o purulente. Il patogeno trasmette l'infezione per semplice contatto sessuale non protetto con soggetti contagiati; il rischio di contrarre l'infezione aumenta in caso di calo delle difese immunitarie, stress, alterazioni dell'equilibrio ormonale e compromissione del sistema immunitario.
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SINTOMI: la sintomatologia che accompagna l'infezione vaginale da Herpes simplex è spesso associata alla formazione di vesciche biancastre direttamente sui genitali, sia sulla pelle che sulle mucose. L'infezione può estendersi oltre la vagina ed intaccare anche la cervice uterina e l'uretra.
FARMACI: seppur non esista una cura definitiva volta ad eradicare permanentemente il virus dell'Herpes simplex, in commercio esistono numerose sostanze farmacologiche in grado di ridurre il rischio di recidive e minimizzare i sintomi. I farmaci più adatti a tale scopo sono gli antivirali, da assumere per via sistemica o da applicare direttamente in situ; anche il partner sessuale dovrebbe seguire una strategia terapica simile, per evitare di diffondere il virus nuovamente. L'intervento immediato è indispensabile per accorciare i tempi di guarigione e recupero dall'infezione vaginale.
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Altra infezione vaginale trasmessa sessualmente è la tricomoniasi: come il termine preannuncia, la malattia è causata da un protozoo flagellato noto come Trichomonas vaginalis, implicato nelle malattie veneree più diffuse al mondo. La trasmissione dell'infezione è possibile anche, semplicemente, utilizzando asciugamani e biancheria infetta o per via materno fetale.
Il parassita, attecchendo alle mucose delle pareti vaginali, altera la flora batterica locale, competendo con i lattobacilli normalmente presenti, la cui funzione è quella di difendere la vagina da eventuali insulti patogeni.
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SINTOMI: l'infezione vaginale scatenata da Trichomonas vaginalis non sempre si manifesta con sintomi importati. Quando l'attacco risulta particolarmente feroce, il pH vaginale aumenta fino ad un valore lievemente alcalino (quando, invece, dovrebbe essere leggermente acido), e provoca sintomi come bruciore e prurito vulvare, cervicite, dispareunia, dolore durante la minzione e perdite vaginali anomale (giallastre o verdognole, maleodoranti, schiumose).
TERAPIA: i farmaci più utilizzati in terapia per la cura della tricomoniasi sono gli imadazoli, come metronidazolo e tinidazolo. Anche il partner sessuale dovrebbe sottoporsi alla medesima cura, anche in caso di assenza di sintomi (come, del resto, spesso accade). Si raccomanda, inoltre, la completa astensione sessuale fino al completo allontanamento dei sintomi. Per approfondimenti: leggi l'articolo sui farmaci per la cura della tricomoniasi.
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Infezione della vescica è una delle condizioni di salute causate a causa di un'infezione batterica. Cystisis, comunemente indicato come l'infezione della vescica è dovuta a causa di invasione di alcuni batteri nel tratto urinario. Come risultato di questi batteri, della vescica e dell'uretra viene infettato. Infezioni della vescica sono una delle malattie di scorta, specialmente nelle donne.
Altra infezione d'interesse ginecologico piuttosto comune nelle donne in età fertile è quella causata da Mycoplasma hominis: i micoplasmi non sempre presentano un'azione patogena, dal momento che alcune specie popolano le mucose genitali femminili.Tuttavia, quando l'equilibrio della flora batterica intestinale viene alterato, il Mycoplasma hominis può trasformarsi da commensale ad opportunista e creare un danno in modo più o meno feroce. In alcuni casi, l'infezione vaginale scatenata da questo microorganismo può degenerare fino alla malattia infiammatoria pelvica.
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Il batterio viene trasmesso, principalmente, per contatto sessuale; la madre affetta può trasmettere l'infezione anche al figlio al momento del parto. Si osserva che il rischio di contrarre questa infezione vaginale aumenta in caso di rapporto sessuale non protetto con uomini affetti da uretrite non gonococcica.
SINTOMI: le infezioni vaginali sostenute da Mycoplasma hominis provocano prurito intimo, bruciore e secrezioni vaginali anomale. Considerati i sintomi piuttosto comuni alla maggior parte delle infezioni genitali, è importante la diagnosi differenziale, per distinguere l'infezione da Mycoplasma hominis da gonorrea, clamidia, sifilide, ecc..
TERAPIA: il batterio viene debellato con una terapia antibiotica specifica, in particolare con azitromicina e doxiciclina, potenti farmaci in grado di interferire con la sintesi proteica del batterio.
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Le persone che usano lenti a contatto durante la notte corrono il rischio di contrarre delle cheratiti, gravi infezioni dell'occhio che possono danneggiare permanentemente la cornea, ma, secondo una nova ricerca, la nuova generazione di lenti a contatto può ridurre considerevolmente il rischio.
Lo studio, pubblicato nel British Journal of Ophthalmology, ha scoperto che le nuove lenti a contatto all'"idrogel di silicone", quando usate per molto tempo possono ridurre di cinque volte il rischio di gravi infezioni.
I ricercatori britannici si sono serviti di dati ottenuti dallo studio di un anno dei pazienti del Royal Eye Hospital di Manchester che lamentavano gravi problemi agli occhi.
Da questo studio è emerso che i pazienti che indossavano le lenti in silicone idrogel per dormire, mostravano un rischio ridotto di cinque volte di contrarre questo tipo di infezione rispetto a chi non utilizzava queste nuove lenti.
"Le persone che decidono di dormire con le lenti dovrebbero usare le lenti in silicone idrogel" sostengono i ricercatori, "che comportano un rischio di cinque volte minore rispetto alle vecchie lenti"
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Approfondimento
Malattia della cornea : Cheratiti
Queste patologie sono processi di tipo infettivo o infiammatorio, che interessano la cornea con i seguenti sintomi: iperemia, fotofobia, lacrimazione e frequente dolore. Le cheratiti possono essere superficiali, se localizzate a livello dell'epitelio e degli strati anteriori della cornea, o profonde se l'infiammazione coinvolge anche l'endotelio. Il sintomo più rilevante è la comparsa di un'area grigiastra a margini sfumati, nel caso di sede superficiale, mentre la comparsa di un'ampia area tondeggiante opalescente di edema corneale segnala l'interessamento infiammatorio dell'endotelio.
Le cheratiti superficiali si distinguono in diffuse e "punctuate" . Nel primo caso si estendono nell'epitelio corneale causandone la caduta di lembi; nel secondo la lesione è costituita da opacità puntiformi situati a gruppi nell'epitelio corneale.
Le cheratiti profonde si caratterizzano per l'edema dell'epitelio sovrastante la cornea. In questi casi le lesioni lasciano penetrare germi vari fino alla degenerazione in ulcera corneale. I sintomi possono aggravarsi rapidamente (fotofobia, lacrimazione, dolore…) e sulla cornea compare un infiltrato bianco palpebrale che tende a svilupparsi in superficie e in profondità. La terapia locale dovrà essere affiancata ad una generale a base di antibiotici.
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La Gardnerella vaginalis, proprio come la candida, è un simbionte della flora batterica intestinale umana che, in condizioni ad essa favorevoli, crea danno replicandosi indiscriminatamente. Il suddetto batterio è uno degli agenti eziologici protagonisti d'infezioni batteriche come vaginiti e vaginosi, la cui colonizzazione è favorita da alcuni elementi, come l'abuso di antibiotici, la somministrazione di contraccettivi uterini, i lavaggi vaginali interni frequenti, la scarsa igiene intima e i rapporti sessuali completi (lo sperma lievemente alcalino altera il pH vaginale, che dovrebbe essere lievemente acido).
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Le infezioni da Gardnerella sembrano essere due volte più frequenti rispetto a quelle sostenute da Candida albicans.
SINTOMI: si stima che la metà delle infezioni vaginali sostenute da Gardnerella vaginalis decorra in modo completamente asintomatico; tant'è che molte donne affette non si rendono conto dell'infezione. Nell'altra metà delle pazienti, l'infezione si manifesta con una marcata alterazione del pH vaginale, bruciore ed irritazione vulvare, perdite vaginali biancastre ed anomale, spesso maleodoranti.
TERAPIA: trattandosi di un batterio, le infezioni vaginali scatenate da Gardnerella vanno curate con un ciclo antibiotico, durante il quale il rispetto delle dosi e della durata del trattamento risulta indispensabile per evitare complicanze, quali malattia infiammatoria pelvica, vaginosi batteriche e sterilità (nei casi più gravi). Per approfondimenti: leggi l'articolo sui farmaci per la cura della Gardnerella.
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La Candida albicans è un micete che, in alcune donne, vive in simbiosi con la flora batterica intestinale, senza dunque arrecare danno alcuno; in condizioni ad essa favorevoli, la Candida prolifera indiscriminatamente, arrecando un danno più o meno importante (trasformazione da microorganismo commensale ad opportunista). Tipiche, dunque, sono le infezioni vaginali provocate da questo fungo: la trasmissione, oltre che per contatto sessuale, può avvenire tramite l'utilizzo promiscuo di biancheria infetta, o per via materno fetale. Alcune malattie, come l'ipotiroidismo, l'iposurrenalismo, la neutropenia grave, la leucemia ed i tumori, possono esporre la donna ad un maggior rischio di contrarre infezioni vaginali di ogni tipo, compresa la Candida.
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SINTOMI: nella donna, l'infezione vaginale da Candida genera bruciore circoscritto, dispareunia,dolore durante la minzione, eritema localizzato, ipersensibilità, perdite vaginali biancastre simili a ricotta, prurito intenso ed inarrestabile.
TERAPIE: la terapia per il trattamento delle infezioni vaginali da candida si basa sullasomministrazione orale di antifungini, associati ad una cura locale specifica (applicazione di creme, pomate, ovuli specifici) e ad un'integrazione di fermenti lattici per il ripristino della flora batterica intestinale. Nonostante, di primo acchito, la terapia per la cura delle infezioni da candida possa sembrare piuttosto semplice, in realtà non sempre risulta così: infatti, la Candida tende a recidivare, manifestando ferocemente i propri sintomi. Per questo motivo, la prevenzione, specie dopo aver contratto l'infezione per la prima volta, risulta indispensabile per minimizzare il rischio di ricadute. Per approfondimenti: leggi l'articolo sui farmaci per la cura della candidosi vaginale.
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